...amo agganciare i sogni alle stelle con fili di seta...

… Notte placida
Dietro rami oscuri d’un melo in fiore
una chiara…diafana luna
irraggia il tuo viso
Con occhi di stelle
rubo lo stupore
dell’ incanto
mentre
la soffusa eco
d’una melodia lontana…
ci acquieta
Le tue mani,
le braccia
intorno a me fanno corona
ed io…
mi insinuo in te
caparbia…avvinta
Placide,
acque d’ossidiana
riflettono
nei raggi lunari
antichi sogni di mille amanti
Vivo incredula
la gioia d’esserti accosta
…mi ammanta la tua voce…
il tuo respiro
…s’apre il mio cuore
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Commento di Alessio Brugnoli: La sua pittura è il tentativo di imprigionare sulla tela una dimensione fatata, in cui il tempo è immobile.In cui le case son specchi dell'eterno e le donne antiche dee
Incantate case…
con finestre d’alabastro
celano volti
Nei magici silenzi
sognanti presenze in variopinti veli
ripetono
nell’ opaco infinito
incessanti richiami..
sconosciute magie
Mirabil specchio
nel tuo eterno andare
imprigionata
son del cuore tuo … donna
dea o incantevole fata?
tiepido vento
d’azzurro screziato
danza vivace
su umide gote scarne
…un indomito pianto

Umbria minore..
Antichi borghi…
piazze incastonate
ove un tempo erano ardite torri…
eleganti campanili cuspidali
alleggeriti
da trine di bifore e trifore che, nere,
celano anfratti per gli storni
archi che inneggiano verso il cielo..
Angoli oscuri
compromessi da umidità antiche
nei vicoli si intrecciano
tra orti e piccoli giardini profumati…
gemme variopinte
su strapiombi e calanchi
in paesaggi che ,a tratti,
si fanno lunari
Affreschi..lunette…
edicole scovate per caso
accolte con esclamazioni di stupore
incredula di fronte a simil leggiadria
nei semplici tratti
Tranquillo vagabondare
in silenzi che paiono innaturali…
sei dentro di me…
…e ti sfioro col pensiero

Tra valli umbre…
abbandonate le mura dell’antica Nursia
mi scontro con novelle alture…
miscelati ad aceri campestri
con l’ovattato tempo brumoso
m’ illudono di un’aurora
appena sbocciata
Nei rovi
scorgo un miracolo…
fragili ciclamini di primavera
- Paese da fate…
ove vanno deponendo tra sterpi
rosei pensieri d’amore?
Altro non mi domando
due ne raccolgo…
…per donarli a te…

…a Norcia…Venerdì Santo
Alla nona ora si spengono le luci …
entro le mura di pietra rosa
ci avvolge il Medio Evo
Calchiamo lenti la pietra serena
tra fiaccole di sego
e lumi a mille…
Inizia la Passione
in un silenzio innaturale…
mentre le colline intorno
esaltano la Croce
Suoni antichi di donne velate
lauda gemente dolore che prende alla gola…
sul fondo
un opaco sonoro di catene trascinate
Sotto un cielo adorno di stelle palpitanti
sacro e profano si mescolano
in una suggestione che avvolge
e nella folla …
ognuno è solo con le sue melanconie…
Seguo, con serietà,
un giovane Cristo dolente
piegato sotto la croce
poche voci …sussurri
un rispetto che avevo dimenticato….