...amo agganciare i sogni alle stelle con fili di seta...

Charade canta
e,tu solo la senti
Sua è la notte buia
Sul marciapiede i tacchi
battono con la pioggia
..lacrima secca …
Stentata scende
lungo il solco della vita.
una lacrima secca…
Aggrappata al suo dolore
alcun la vede
Arrogante silenzio
ineluttabile destino
A dissetare l’animo
un calice d’aspro nettare di fuoco

Avvolta in un rosso mantello
entro nel regno della luce
Non cenere divenisti
ma fiamma…e
ardi ancora in me
Occhi spenti
piangono il restante vuoto
l’angoscia della perdita
la tenerezza dei ricordi
e come sempre fa male…
“tanto male… mamma!”
Abbandono i fiori…e una parte di cuore
scappo da lì…
ho bisogno di te
il resto lo scriverò su quei quaderni
che mi insegnasti ad amare…
lì incontro la tua grafia…
versi e parole
e disegni ...
…e sei con me
… mio figlio
Quando il tempo
geme la sua pena
in tetre notti senza luna
un sensibile sogno
trasluce
il buio…
…intervallo…
…irrazionale…
mirandoti,
oblitero
le solitarie pagine
di questa vacua vita..
le irrigo
col tuo violento
irridente sereno

…mi manchi…
Coglie una lacrima
quel fuggente attimo..
Lucide ombre si riflettono
nel chiaro sereno
rimbalzano in occhi
del colore del tempo
Tremano nella sera
che non scopre la tua voce
e mi manchi…
Cerco il mio poeta
tra palpiti di stelle ingannevoli…
nubi più cupe
coprono il mio cielo…
anche la nota soffice
d’un bacio
giace soffocata
dalla luna scura
della tempesta notturna
… e mi manchi

… Notte placida
Dietro rami oscuri d’un melo in fiore
una chiara…diafana luna
irraggia il tuo viso
Con occhi di stelle
rubo lo stupore
dell’ incanto
mentre
la soffusa eco
d’una melodia lontana…
ci acquieta
Le tue mani,
le braccia
intorno a me fanno corona
ed io…
mi insinuo in te
caparbia…avvinta
Placide,
acque d’ossidiana
riflettono
nei raggi lunari
antichi sogni di mille amanti
Vivo incredula
la gioia d’esserti accosta
…mi ammanta la tua voce…
il tuo respiro
…s’apre il mio cuore

nuvole nivee
vaghe si rincorrono
s’accarezzano
focose nel tramonto
rosee con l’alba nuova

…primavera
Tra alti palazzi... un giardino
accoglie arcobaleni…
un fragile vento
voli aggraziati
piume lucenti
innocente stupore
per un immoto cielo…

Ribellione
Varcando aria satura
di sudori e melanconia
penetro il cielo
sfido luci fisse
frugo tra esse
cerco la mia stella…
io
sfrangiata coda senza riposo
Brucia sulle mie labbra
il sapore vuoto dell’ esistere
senza te
anima affamata
vivo una lugubre carestia
urlo, ribelle…al mondo
il desiderio che ho di te